Testimonianza e discernimento

Il testimone è capace di discernimento, non è un “registratore”: il suo sguardo non è uno scanner,  ma  un canale di sollecitudine, un modo di avvicinarsi alla realtà e comprenderla, alle persone e farsi tramite delle loro storie.

Il testimone è critico (da krìno = distinguo). Non è soggetto al  “dovere di informazione”, non soggiace al “diritto di cronaca”, nè seleziona per compiacere qualcuno.
L’indicazione per essere buoni testimoni ci viene da S. Paolo, quando dice : “esaminate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1 Tess, 5, 21)

Tags: , , ,

Leave a Reply