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	<title>Commenti a: Le fedeltà del nostro tempo</title>
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	<description>Abitare il continente digitale - Chiara Giaccardi</description>
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		<title>Di: eratestimone</title>
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		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:23:03 +0000</pubDate>
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		<description>La gratitudine è reciproca: ci pro-vochiamo per con-vocarci, perchè nessuno si senta escluso da questo mondo e da questo tempo, per preparaci ad affrontare le sfide con umiltà ma con fermezza, e soprattutto per aiutarci a vicenda in questo compito, trattandoci con rispetto e affetto e ammonendoci fraternamente a vicenda, come suggeriva S. Paolo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La gratitudine è reciproca: ci pro-vochiamo per con-vocarci, perchè nessuno si senta escluso da questo mondo e da questo tempo, per preparaci ad affrontare le sfide con umiltà ma con fermezza, e soprattutto per aiutarci a vicenda in questo compito, trattandoci con rispetto e affetto e ammonendoci fraternamente a vicenda, come suggeriva S. Paolo&#8230;</p>
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		<title>Di: mr.magister</title>
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		<dc:creator>mr.magister</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:15:43 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie delle belle &quot;pro-vocazioni&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie delle belle &#8220;pro-vocazioni&#8221;!</p>
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		<title>Di: eratestimone</title>
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		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:01:00 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo. Ma ci vedo anche qualcosa di più dell&#039;ipocrisia, che in fondo è sempre esistita: vedo in questa generalizzazione dell&#039;equivalenza e chiusura degli orizzonti (dai quali la domanda sul senso è rimossa, mentre resta solo quella dell&#039;efficacia) una preoccupante ventata di nichilismo pratico, che le parole non possono certo contrastare (neutralizzate da quelle, più seducenti, della pubblicità in tutte le sue forme, compresa quella politica). E&#039; prima di tutto la testimonianza, credo, che può aprire una breccia nell&#039;orizzonte murato dell&#039;immanenza contemporanea. Con una differenza fondamentale, rispetto alle tante parole pronunciate intorno a noi: che non si può testimoniare ciò che non si conosce, ciò che non si è, mentre si può parlare a vanvera di ogni cosa. Questa differenza, alla lunga, emerge. Ma bisogna, come scrivi tu, essere esigenti con se stessi per essere credibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo. Ma ci vedo anche qualcosa di più dell&#8217;ipocrisia, che in fondo è sempre esistita: vedo in questa generalizzazione dell&#8217;equivalenza e chiusura degli orizzonti (dai quali la domanda sul senso è rimossa, mentre resta solo quella dell&#8217;efficacia) una preoccupante ventata di nichilismo pratico, che le parole non possono certo contrastare (neutralizzate da quelle, più seducenti, della pubblicità in tutte le sue forme, compresa quella politica). E&#8217; prima di tutto la testimonianza, credo, che può aprire una breccia nell&#8217;orizzonte murato dell&#8217;immanenza contemporanea. Con una differenza fondamentale, rispetto alle tante parole pronunciate intorno a noi: che non si può testimoniare ciò che non si conosce, ciò che non si è, mentre si può parlare a vanvera di ogni cosa. Questa differenza, alla lunga, emerge. Ma bisogna, come scrivi tu, essere esigenti con se stessi per essere credibili.</p>
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		<title>Di: mr.magister</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/10/le-fedelta-del-nostro-tempo/comment-page-1/#comment-27</link>
		<dc:creator>mr.magister</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 12:10:58 +0000</pubDate>
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		<description>Non c’è da stupirsi… quando molti, pronti a stracciarsi le vesti per la patata o il mais transgenico, promuovono le sperimentazioni sugli embrioni umani …”a fin di bene”; oppure dichiarano guerra al lavoro precario, ma sono favorevoli all’affetto precario delle unioni di fatto… Potrei continuare… l’elenco delle tante, troppe, ipocrisie del villaggio globale in cui le parole evocano sensazioni, emozioni, ma sembrano non richiedere più vera fedeltà (oltre a quella di “marca”!). Dovremmo sforzarci di tornare all’etica, di testimoniare comportamenti coerenti, servendoci di un linguaggio non soltanto convincente, ma soprattutto CREDIBILE. Perché siamo diventati così poco esigenti nei confronti nostri e della società?
P.S. La questione interesserebbe anche (soprattutto?) la politica… ma, in tempi di par condicio, spero di essere stato sufficientemente “neutrale”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c’è da stupirsi… quando molti, pronti a stracciarsi le vesti per la patata o il mais transgenico, promuovono le sperimentazioni sugli embrioni umani …”a fin di bene”; oppure dichiarano guerra al lavoro precario, ma sono favorevoli all’affetto precario delle unioni di fatto… Potrei continuare… l’elenco delle tante, troppe, ipocrisie del villaggio globale in cui le parole evocano sensazioni, emozioni, ma sembrano non richiedere più vera fedeltà (oltre a quella di “marca”!). Dovremmo sforzarci di tornare all’etica, di testimoniare comportamenti coerenti, servendoci di un linguaggio non soltanto convincente, ma soprattutto CREDIBILE. Perché siamo diventati così poco esigenti nei confronti nostri e della società?<br />
P.S. La questione interesserebbe anche (soprattutto?) la politica… ma, in tempi di par condicio, spero di essere stato sufficientemente “neutrale”.</p>
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