Cosa mi aspetto dal convegno

Meno un giorno e ci siamo. Sono stati mesi molto impegnativi e posso testimoniare dall’interno che tutto è stato preparato e pensato con grande attenzione e cura, per rendere il convegno non solo un happening dei “nostri”, ma un momento di incontro e di scambio con tutte le persone, credenti e non credenti, che hanno a cuore l’essere umano in questo tempo di grandi sfide e grandi opportunità. Io mi aspetto di poter condividere e discutere i risultati della nostra ricerca in un clima costruttivo, raccogliendo le testimonianze di chi, a diverso titolo, popola gli spazi digitali o sente l’urgenza di capire meglio quello che sta accadendo, per poter incontrare chi in questi territori vive molte ore della propria giornata, e per poter dare una forma degna dell’essere umano al continente digitale. Mi aspetto di poter ascoltare parole e testimonianze che gettino luce sul presente e alimentino la speranza di poterlo vivere da testimoni, da “protagonisti deboli”, ma soprattutto da fratelli. Mi aspetto un clima di accoglienza reciproca, di amicizia e anche di festa, e soprattutto mi aspetto di incontrare faccia a faccia, nella concretezza di uno spazio e di un tempo abitato insieme, tante persone con le quali immaginare il futuro. Spero che sapremo ascoltare con le orecchie e il cuore aperti le parole del Papa e fargli sentire la nostra affettuosa presenza. Spero di conoscere di persona tutti voi, che ci avete letti in questi mesi e che avete aspettato, con fiducia e con impegno, questo momento con noi: arrivederci a Roma!

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