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	<title>Commenti per L&#039;era dei Testimoni</title>
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	<description>Abitare il continente digitale - Chiara Giaccardi</description>
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		<title>Commenti su La Bibbia e twitter di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/06/09/la-bibbia-e-twitter/comment-page-1/#comment-3104</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 15:42:05 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mr. Magister, intanto scusa del ritardo con  cui pubblico e rispondo, ma oltre a essere un periodo denso per la famiglia (lauree, maturità, esami....) e&#039; stato anche un periodo di arrivi e accoglienze che hanno lasciato poco spazio all&#039;online...
Sono contenta pero&#039; di risponderti dopo aver ascoltato un amico e collega filosofo che, in un bel seminario cui abbiamo compartecipato, ha sollevato una questione cruciale rispetto a quell&#039;unione paradossale di singolarita&#039; e universalita&#039;, immanenza e trascendenza che e&#039; l&#039;incarnazione. Il tam tam culturale intorno a noi esaspera il corpo rendendolo idolo, ma soprattutto rimuovendo, a favore di un approccio totalmente edonista, l&#039;elemento fondamentale che sempre si accompagna all&#039;incarnazione, ovvero la drammaticità. Questa può assumere tante forme: il limite, l&#039; inadeguatezza, il non riconoscimento, fino alla sofferenza e alla morte. L&#039;incarnazione di Gesu&#039; non e&#039; certo stata una trionfale passeggiata  sulla terra, e il misconoscimento, tradimento, supplizio cui e&#039; stato sottoposto sono l&#039;altra faccia, inseparabile, della tenezza, dei gesti offerti e ricevuti, di una condivisione senza il corpo non sarebbe stata così piena.  Se ci si dimentica di questa dualità  insopprimibile(che non e&#039; un dualismo, ma una unione nella differenza) cadiamo nel ridicolo, nel grottesco, nella rimozione del reale (come direbbero gli psicanalisti). La bellezza della corporeità sta nella sua fragilità, nel rischio di nientificazione che sempre ci accompagna e ci fa ridefinire le proporzioni, oltre che il modo di avere cura del nostro corpo e di quello degli altri. E&#039; un discorso che riprenderemo....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mr. Magister, intanto scusa del ritardo con  cui pubblico e rispondo, ma oltre a essere un periodo denso per la famiglia (lauree, maturità, esami&#8230;.) e&#8217; stato anche un periodo di arrivi e accoglienze che hanno lasciato poco spazio all&#8217;online&#8230;<br />
Sono contenta pero&#8217; di risponderti dopo aver ascoltato un amico e collega filosofo che, in un bel seminario cui abbiamo compartecipato, ha sollevato una questione cruciale rispetto a quell&#8217;unione paradossale di singolarita&#8217; e universalita&#8217;, immanenza e trascendenza che e&#8217; l&#8217;incarnazione. Il tam tam culturale intorno a noi esaspera il corpo rendendolo idolo, ma soprattutto rimuovendo, a favore di un approccio totalmente edonista, l&#8217;elemento fondamentale che sempre si accompagna all&#8217;incarnazione, ovvero la drammaticità. Questa può assumere tante forme: il limite, l&#8217; inadeguatezza, il non riconoscimento, fino alla sofferenza e alla morte. L&#8217;incarnazione di Gesu&#8217; non e&#8217; certo stata una trionfale passeggiata  sulla terra, e il misconoscimento, tradimento, supplizio cui e&#8217; stato sottoposto sono l&#8217;altra faccia, inseparabile, della tenezza, dei gesti offerti e ricevuti, di una condivisione senza il corpo non sarebbe stata così piena.  Se ci si dimentica di questa dualità  insopprimibile(che non e&#8217; un dualismo, ma una unione nella differenza) cadiamo nel ridicolo, nel grottesco, nella rimozione del reale (come direbbero gli psicanalisti). La bellezza della corporeità sta nella sua fragilità, nel rischio di nientificazione che sempre ci accompagna e ci fa ridefinire le proporzioni, oltre che il modo di avere cura del nostro corpo e di quello degli altri. E&#8217; un discorso che riprenderemo&#8230;.</p>
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		<title>Commenti su La Bibbia e twitter di mr.magister</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/06/09/la-bibbia-e-twitter/comment-page-1/#comment-2992</link>
		<dc:creator>mr.magister</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 21:33:58 +0000</pubDate>
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		<description>C’è una domanda implicita di spiritualità nella nostra società che, forse, sta anche alla base della così detta “emergenza educativa”. Sui media viaggiano messaggi rivolti principalmente al CORPO (in senso edonistico o narcisistico) o alla MENTE (per conoscere o per ri-conoscersi nei social network). E anche se non sono rari i tentativi di rivolgersi allo SPIRITO spesso si tratta di messaggi che coinvolgono soltanto a livello emotivo o mentale, ma che non sono in grado di sconvolgere la nostra esistenza. Probabilmente allora servono “meno parole e più PAROLA” (fu il tema di un bellissimo ritiro spirituale, vissuto in parrocchia, da giovane). E seguendo le “PAROLE DI CARNE” (altro bellissimo tema di un campo scuola dell’epoca) di GESÙ CRISTO, con la nostra TESTIMONIANZA, potremmo tentare di essere rete per “SCONVOLGERE” online e offline.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una domanda implicita di spiritualità nella nostra società che, forse, sta anche alla base della così detta “emergenza educativa”. Sui media viaggiano messaggi rivolti principalmente al CORPO (in senso edonistico o narcisistico) o alla MENTE (per conoscere o per ri-conoscersi nei social network). E anche se non sono rari i tentativi di rivolgersi allo SPIRITO spesso si tratta di messaggi che coinvolgono soltanto a livello emotivo o mentale, ma che non sono in grado di sconvolgere la nostra esistenza. Probabilmente allora servono “meno parole e più PAROLA” (fu il tema di un bellissimo ritiro spirituale, vissuto in parrocchia, da giovane). E seguendo le “PAROLE DI CARNE” (altro bellissimo tema di un campo scuola dell’epoca) di GESÙ CRISTO, con la nostra TESTIMONIANZA, potremmo tentare di essere rete per “SCONVOLGERE” online e offline.</p>
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		<title>Commenti su La neopolitica tra viralità e partecipazione di mr.magister</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/06/03/la-neopolitica-tra-viralita-e-partecipazione/comment-page-1/#comment-2823</link>
		<dc:creator>mr.magister</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 08:37:05 +0000</pubDate>
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		<description>Come scrive Antonio Spadaro nell&#039;intervista pubblicata oggi su Avvenire &quot;La Rete è un ambiente di conoscenza e di relazione chiamato a integrarsi sempre meglio e virtuosamente all’interno della nostra esistenza quotidiana. La sfida non è quella di usare bene la Rete ma di vivere bene al tempo della Rete.&quot; 
Di citazione in citazione &quot;Siamo nel Web, ma non del Web&quot; (Mons. Domenico Pompili).
BUONA GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come scrive Antonio Spadaro nell&#8217;intervista pubblicata oggi su Avvenire &#8220;La Rete è un ambiente di conoscenza e di relazione chiamato a integrarsi sempre meglio e virtuosamente all’interno della nostra esistenza quotidiana. La sfida non è quella di usare bene la Rete ma di vivere bene al tempo della Rete.&#8221;<br />
Di citazione in citazione &#8220;Siamo nel Web, ma non del Web&#8221; (Mons. Domenico Pompili).<br />
BUONA GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI!</p>
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		<title>Commenti su La neopolitica tra viralità e partecipazione di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/06/03/la-neopolitica-tra-viralita-e-partecipazione/comment-page-1/#comment-2822</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 07:37:35 +0000</pubDate>
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		<description>La sfida è capire come, anche grazie al web, sia possibile liberarsi dalla logica del consenso, dal marketing delle idee, dalla persuasione travestita da partecipazione. E, a dispetto dei tecnoottimisti, che rifiutano il determinismo tecnologico per riproporlo in veste ideologica (internet ci renderà liberi), non è la rete che produce partecipazione politica di per sè. Occorre capire &lt;em&gt;come&lt;/em&gt; utilizzare l&#039;enorme potenziale di interazione e interconnessione della rete per dare voce, collegare, alimentare i mondi - fatti di relazione interumana - dove le questioni che alimentano la politica vengono identificate, elaborate, e dove soluzioni che abbiano a che fare con la realtà, e non con ricette copiate da chissà dove, possano essere immaginate. Questo non significa che la rete sia solo &quot;strumento&quot;: è piuttosto &quot;luogo&quot;, che si intreccia ai luoghi della quotidianità radicata, a prescindere dai quali la politica, anche dopo una &quot;cosmetica digitale&quot;, non è che uno strumento al servizio degli interessi di pochi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La sfida è capire come, anche grazie al web, sia possibile liberarsi dalla logica del consenso, dal marketing delle idee, dalla persuasione travestita da partecipazione. E, a dispetto dei tecnoottimisti, che rifiutano il determinismo tecnologico per riproporlo in veste ideologica (internet ci renderà liberi), non è la rete che produce partecipazione politica di per sè. Occorre capire <em>come</em> utilizzare l&#8217;enorme potenziale di interazione e interconnessione della rete per dare voce, collegare, alimentare i mondi &#8211; fatti di relazione interumana &#8211; dove le questioni che alimentano la politica vengono identificate, elaborate, e dove soluzioni che abbiano a che fare con la realtà, e non con ricette copiate da chissà dove, possano essere immaginate. Questo non significa che la rete sia solo &#8220;strumento&#8221;: è piuttosto &#8220;luogo&#8221;, che si intreccia ai luoghi della quotidianità radicata, a prescindere dai quali la politica, anche dopo una &#8220;cosmetica digitale&#8221;, non è che uno strumento al servizio degli interessi di pochi.</p>
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		<title>Commenti su La neopolitica tra viralità e partecipazione di mr.magister</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/06/03/la-neopolitica-tra-viralita-e-partecipazione/comment-page-1/#comment-2817</link>
		<dc:creator>mr.magister</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 23:53:17 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido al 100%! E aggiungo
la politica contemporanea è sempre più &quot;piena di niente e vuota di tutto&quot; (quali idee forti rimangono dopo un qualsivoglia talk show politico?). La mentalità efficientista dei mezzi di comunicazione sta invadendo la politica e minaccia altri ambiti altrettanto fondamentali del bene comune (ad es. la scuola e la pastorale). Rischiamo d&#039;investire la maggior parte delle energie fisiche e mentali per conseguire/gestire il consenso massimo, le decisione e le azioni non sono più prese soltanto (sic) sulla base della convenienza e del tornaconto personale (prima repubblica), ma dopo aver consultato i vari sondaggi ufficiali, ufficiosi, pubblici e privati, alla ricerca spasmodica del gradimento del pubblico. Sta anche qui, forse, la principale sfida educativa che dobbiamo affrontare con la nostra testimonianza: andare controcorrente, metterci la faccia parresiasticamente... &quot;costi quel che costi&quot;. Prima che la spirale del silenzio fagociti noi e pure gli ideali e i valori della nostra COSTITUZIONE.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido al 100%! E aggiungo<br />
la politica contemporanea è sempre più &#8220;piena di niente e vuota di tutto&#8221; (quali idee forti rimangono dopo un qualsivoglia talk show politico?). La mentalità efficientista dei mezzi di comunicazione sta invadendo la politica e minaccia altri ambiti altrettanto fondamentali del bene comune (ad es. la scuola e la pastorale). Rischiamo d&#8217;investire la maggior parte delle energie fisiche e mentali per conseguire/gestire il consenso massimo, le decisione e le azioni non sono più prese soltanto (sic) sulla base della convenienza e del tornaconto personale (prima repubblica), ma dopo aver consultato i vari sondaggi ufficiali, ufficiosi, pubblici e privati, alla ricerca spasmodica del gradimento del pubblico. Sta anche qui, forse, la principale sfida educativa che dobbiamo affrontare con la nostra testimonianza: andare controcorrente, metterci la faccia parresiasticamente&#8230; &#8220;costi quel che costi&#8221;. Prima che la spirale del silenzio fagociti noi e pure gli ideali e i valori della nostra COSTITUZIONE.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Vite convergenti di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/05/12/vite-convergenti/comment-page-1/#comment-2591</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 20:19:10 +0000</pubDate>
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		<description>Non lo è certamente. E&#039; il lavoro più bello e più difficile, il più ricco e il più nascosto. De Certeau dice che il vero educatore è colui (o colei) che sa lasciarsi educare. Servono alleanze: alleanze intergenerazionali, e alleanze tra educatori. Da soli non si riesce a fare nulla, ma quando impareremo questa lezione dall&#039;esperienza?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo è certamente. E&#8217; il lavoro più bello e più difficile, il più ricco e il più nascosto. De Certeau dice che il vero educatore è colui (o colei) che sa lasciarsi educare. Servono alleanze: alleanze intergenerazionali, e alleanze tra educatori. Da soli non si riesce a fare nulla, ma quando impareremo questa lezione dall&#8217;esperienza?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Vite convergenti di stefania (Napoli)</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/05/12/vite-convergenti/comment-page-1/#comment-2586</link>
		<dc:creator>stefania (Napoli)</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 11:35:40 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo. 
Staccare la spina senza dubbio è la prima cosa da fare. Sull&#039;educazione occorre sviluppare una sensibilità negli educatori che non sempre c&#039;è.
Si fanno tante riforme nella scuola eppure si lascia ai margini un aspetto fondamentale: il dialogo fra educatori e famiglia, il confronto che vada al di là del colloquio su profitto e condotta.
Bisognerebbe formare gli insegnanti anche al dialogo.
Educare non è  un lavoro come un altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo.<br />
Staccare la spina senza dubbio è la prima cosa da fare. Sull&#8217;educazione occorre sviluppare una sensibilità negli educatori che non sempre c&#8217;è.<br />
Si fanno tante riforme nella scuola eppure si lascia ai margini un aspetto fondamentale: il dialogo fra educatori e famiglia, il confronto che vada al di là del colloquio su profitto e condotta.<br />
Bisognerebbe formare gli insegnanti anche al dialogo.<br />
Educare non è  un lavoro come un altro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Commenti su Vite convergenti di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/05/12/vite-convergenti/comment-page-1/#comment-2575</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2011 21:24:45 +0000</pubDate>
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		<description>Il&quot;planking&quot; è solo l&#039;ultima di una serie di pratiche estreme che hanno a che fare col corpo, con il rischio, con l&#039;esibizione.... Che fare? McLuhan forse direbbe che bisogna &quot;staccare la spina&quot;, non offrire un palcosenico vasto a questi gesti (che peraltro trovano ormai in rete una vetrina senza confini). Io credo che affrontare il problema richieda tempo e un lavoro educativo paziente. Intanto queste forme rappresentano dei &quot;sintomi&quot;, drgli stati di disagio e inquietudine che si &quot;travestono&quot; di forme spettacolari, ma che andrebbero affrontati in altro modo. Penso a un&#039;educazione al sentire che non confonda il &quot;vero&quot; con l&#039; estremo, che sia capace di affinare la sensibilità attraverso l&#039;ascolto e la contemplazione, anzichè &quot;doparla&quot; con le sostanze e con le scariche di adrenalina. Forme come queste, ma anche altre meno eclatanti eppure ugualmente preoccupanti, vanno prese sul serio per quello che nascondono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il&#8221;planking&#8221; è solo l&#8217;ultima di una serie di pratiche estreme che hanno a che fare col corpo, con il rischio, con l&#8217;esibizione&#8230;. Che fare? McLuhan forse direbbe che bisogna &#8220;staccare la spina&#8221;, non offrire un palcosenico vasto a questi gesti (che peraltro trovano ormai in rete una vetrina senza confini). Io credo che affrontare il problema richieda tempo e un lavoro educativo paziente. Intanto queste forme rappresentano dei &#8220;sintomi&#8221;, drgli stati di disagio e inquietudine che si &#8220;travestono&#8221; di forme spettacolari, ma che andrebbero affrontati in altro modo. Penso a un&#8217;educazione al sentire che non confonda il &#8220;vero&#8221; con l&#8217; estremo, che sia capace di affinare la sensibilità attraverso l&#8217;ascolto e la contemplazione, anzichè &#8220;doparla&#8221; con le sostanze e con le scariche di adrenalina. Forme come queste, ma anche altre meno eclatanti eppure ugualmente preoccupanti, vanno prese sul serio per quello che nascondono.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Vite convergenti di stefania (Napoli)</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/05/12/vite-convergenti/comment-page-1/#comment-2569</link>
		<dc:creator>stefania (Napoli)</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2011 10:20:11 +0000</pubDate>
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		<description>In bocca al lupo e fate cose buone a Macerata, in modo che anche noi, costretti per esigenze di lavoro a non venir possiamo usufruirne. Intanto allego un take Ansa di questa mattina, da raccapriccio.
Mi chiedo: raccontarlo o no ai giovani? La notizia mette in guardia o stuzzica di più? E&#039; davvero difficile. Che cosa ne pensa prof.?

Prima vittima in Australia del planking, ultima moda fra i cultori dei siti sociali in internet, nel quale i partecipanti si stendono bocconi in ambientazioni differenti e spesso pericolose, per poi condividere le immagini su Facebook. Un giovane di 20 anni, Acton Beale di Brisbane, è precipitato ieri dal settimo piano dopo essersi disteso sulla ringhiera di un balcone mentre un amico lo fotografava. Il vice commissario di polizia Ross Barnett ha detto che il giovane aveva bevuto alcool in abbondanza e il suo amico l&#039;ha confermato. 

La tragedia ha dimostrato &quot;quello che già temevamo, che questa mania avrebbe indotto dei giovani a prendere rischi senza pensare alle conseguenze&quot;, ha detto Barnett. &quot;Non abbiamo problemi con il planking come tale, ma quando si comincia a farlo a sette piani di altezza o sopra i binari ferroviari o in altri luoghi che invitano la morte o ferite gravi, di questo ci preoccupiamo&quot;. La settimana scorsa un giovane di 20 anni era stato arrestato a Gladstone, in Queensland, quando è stato scoperto disteso sul tetto di un&#039;auto della polizia che stava per partire. I planker australiani non sembrano però scoraggiati e promettono di continuare. &quot;Gli incidenti avvengono tutti i giorni. E&#039; una maniera davvero tragica di finire così, ma se le persone si scontrano con l&#039;auto e muoiono, non per questo smetteremo di guidare l&#039;auto&quot;, ha scritto sul suo sito il fondatore della Planking Association di Brisbane, Richard Litonujua, raccogliendo i consensi di molti &#039;affiliati&#039;. I sostenitori della pagina di Facebook del gruppo Planking Australia sono balzati da 10 a 24 mila in tre giorni la scorsa settimana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In bocca al lupo e fate cose buone a Macerata, in modo che anche noi, costretti per esigenze di lavoro a non venir possiamo usufruirne. Intanto allego un take Ansa di questa mattina, da raccapriccio.<br />
Mi chiedo: raccontarlo o no ai giovani? La notizia mette in guardia o stuzzica di più? E&#8217; davvero difficile. Che cosa ne pensa prof.?</p>
<p>Prima vittima in Australia del planking, ultima moda fra i cultori dei siti sociali in internet, nel quale i partecipanti si stendono bocconi in ambientazioni differenti e spesso pericolose, per poi condividere le immagini su Facebook. Un giovane di 20 anni, Acton Beale di Brisbane, è precipitato ieri dal settimo piano dopo essersi disteso sulla ringhiera di un balcone mentre un amico lo fotografava. Il vice commissario di polizia Ross Barnett ha detto che il giovane aveva bevuto alcool in abbondanza e il suo amico l&#8217;ha confermato. </p>
<p>La tragedia ha dimostrato &#8220;quello che già temevamo, che questa mania avrebbe indotto dei giovani a prendere rischi senza pensare alle conseguenze&#8221;, ha detto Barnett. &#8220;Non abbiamo problemi con il planking come tale, ma quando si comincia a farlo a sette piani di altezza o sopra i binari ferroviari o in altri luoghi che invitano la morte o ferite gravi, di questo ci preoccupiamo&#8221;. La settimana scorsa un giovane di 20 anni era stato arrestato a Gladstone, in Queensland, quando è stato scoperto disteso sul tetto di un&#8217;auto della polizia che stava per partire. I planker australiani non sembrano però scoraggiati e promettono di continuare. &#8220;Gli incidenti avvengono tutti i giorni. E&#8217; una maniera davvero tragica di finire così, ma se le persone si scontrano con l&#8217;auto e muoiono, non per questo smetteremo di guidare l&#8217;auto&#8221;, ha scritto sul suo sito il fondatore della Planking Association di Brisbane, Richard Litonujua, raccogliendo i consensi di molti &#8216;affiliati&#8217;. I sostenitori della pagina di Facebook del gruppo Planking Australia sono balzati da 10 a 24 mila in tre giorni la scorsa settimana.</p>
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		<title>Commenti su Vite convergenti di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2011/05/12/vite-convergenti/comment-page-1/#comment-2567</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2011 07:35:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/?p=731#comment-2567</guid>
		<description>&quot;Convergenza&quot; è certamente una parola-chiave del lessico dell&#039;abitare la rete. Richiama il dia-logo, perchè presuppane delle distanze da ridurre, e prende atto del nuovo contesto esistenziale e delle sue caratteristiche intrinseche di connettività e mobilità, che rendono possibili gli avvicinamenti, gli sconfinamenti e soprattutto nuove alleanze...
Tanti mondi, inclusi quelli cattolici, funzionano ancora con l&#039;ottica &quot;gutenberghiana&quot; della separazione e specializzazione, ma oggi è parte della responsabilità del credente saper cogliere le opportunità che ci si offrono... Dunque accetto l&#039;invito, a prestissimo offline!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Convergenza&#8221; è certamente una parola-chiave del lessico dell&#8217;abitare la rete. Richiama il dia-logo, perchè presuppane delle distanze da ridurre, e prende atto del nuovo contesto esistenziale e delle sue caratteristiche intrinseche di connettività e mobilità, che rendono possibili gli avvicinamenti, gli sconfinamenti e soprattutto nuove alleanze&#8230;<br />
Tanti mondi, inclusi quelli cattolici, funzionano ancora con l&#8217;ottica &#8220;gutenberghiana&#8221; della separazione e specializzazione, ma oggi è parte della responsabilità del credente saper cogliere le opportunità che ci si offrono&#8230; Dunque accetto l&#8217;invito, a prestissimo offline!</p>
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