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	<title>Commenti per L&#039;era dei Testimoni</title>
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	<description>Abitare il continente digitale - Chiara Giaccardi</description>
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		<title>Commenti su Rete e comunicazione di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/05/08/rete-e-comunicazione/comment-page-1/#comment-205</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 12:32:59 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Donatella, sono assolutamente d&#039;accordo con te sul fatto che è necessario sporcarsi le mani, e che la testimonianza costa una gran fatica (e va continuamente rinnovata, non è qualcosa che si &quot;conquista&quot; una volta per tutte). Personalmente cerco di parlare di ciò che conosco, o perchè l&#039;ho compreso in un modo talmente profondo che ha cambiato la mia vita, o perchè lo vivo nella concretezza e nella fatica del quotidiano. Ho imparato questa cosa attraverso l&#039;esperienza della genitorialità: con tutte le parole, i discorsi, le sollecitazioni che i figli ( i miei vanno dai 12 ai 23 anni) sentono quotidianamente perchè mai dovrebbero ascoltare proprio le mie parole, che magari non sono nemmeno così seducenti? E quindi, come poter trasmettere loro ciò in cui credo, che ho capito attraverso la vita e l&#039;esperienza, senza imporglielo naturalmente ma come un riferimento con cui misurarsi? L&#039;unica risposta che ho trovato è la testimonianza. Se dico &quot;siate attenti agli altri&quot; e poi mi preoccupo solo delle mie cose, giustamente le parole scivolano come acqua sul marmo. Ma se questo messaggio arriva, magari anche senza parole, attraverso scelte che cambiano il modo stesso di organizzare la propria vita (ospitare stabilmente persone che per qualche ragione si trovano in difficoltà, per esempio), allora magari riesce a lasciare un segno, o almeno a sollevare una domanda. La testimonianza è parola che è vita. Questo non significa che non si debba parlare, là dove ci si trova ad essere (compreso il web), ma che la vita viene prima, e dice di più.
Questo è quello che mi sento di risponderti, ma se vorrai continuare questo dialogo a distanza (o magari anche in presenza, chissà...) ne sarò felice. Buona estate..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Donatella, sono assolutamente d&#8217;accordo con te sul fatto che è necessario sporcarsi le mani, e che la testimonianza costa una gran fatica (e va continuamente rinnovata, non è qualcosa che si &#8220;conquista&#8221; una volta per tutte). Personalmente cerco di parlare di ciò che conosco, o perchè l&#8217;ho compreso in un modo talmente profondo che ha cambiato la mia vita, o perchè lo vivo nella concretezza e nella fatica del quotidiano. Ho imparato questa cosa attraverso l&#8217;esperienza della genitorialità: con tutte le parole, i discorsi, le sollecitazioni che i figli ( i miei vanno dai 12 ai 23 anni) sentono quotidianamente perchè mai dovrebbero ascoltare proprio le mie parole, che magari non sono nemmeno così seducenti? E quindi, come poter trasmettere loro ciò in cui credo, che ho capito attraverso la vita e l&#8217;esperienza, senza imporglielo naturalmente ma come un riferimento con cui misurarsi? L&#8217;unica risposta che ho trovato è la testimonianza. Se dico &#8220;siate attenti agli altri&#8221; e poi mi preoccupo solo delle mie cose, giustamente le parole scivolano come acqua sul marmo. Ma se questo messaggio arriva, magari anche senza parole, attraverso scelte che cambiano il modo stesso di organizzare la propria vita (ospitare stabilmente persone che per qualche ragione si trovano in difficoltà, per esempio), allora magari riesce a lasciare un segno, o almeno a sollevare una domanda. La testimonianza è parola che è vita. Questo non significa che non si debba parlare, là dove ci si trova ad essere (compreso il web), ma che la vita viene prima, e dice di più.<br />
Questo è quello che mi sento di risponderti, ma se vorrai continuare questo dialogo a distanza (o magari anche in presenza, chissà&#8230;) ne sarò felice. Buona estate..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su Rete e comunicazione di Donatella</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/05/08/rete-e-comunicazione/comment-page-1/#comment-158</link>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 11:59:56 +0000</pubDate>
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		<description>Tutto vero, ma guarda caso nessuno si sporca le mani testimoniando rischiando la faccia!
Sono così pochi i testimoni (e non i &quot;blabla&quot;) che per la maggior parte ci si testimonia a vicenda (davvero ridicolo) con l&#039;illusione di fare del &quot;bene&quot;. 
Perchè? Perchè testimoniare costa fatica, costa conversione vera!
Proposta: uscite per le &quot;strade&quot; del web invece di scrivere cosa gli altri devono fare!

D.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto vero, ma guarda caso nessuno si sporca le mani testimoniando rischiando la faccia!<br />
Sono così pochi i testimoni (e non i &#8220;blabla&#8221;) che per la maggior parte ci si testimonia a vicenda (davvero ridicolo) con l&#8217;illusione di fare del &#8220;bene&#8221;.<br />
Perchè? Perchè testimoniare costa fatica, costa conversione vera!<br />
Proposta: uscite per le &#8220;strade&#8221; del web invece di scrivere cosa gli altri devono fare!</p>
<p>D.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Commenti su Rete e comunicazione di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/05/08/rete-e-comunicazione/comment-page-1/#comment-89</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 May 2010 06:52:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/?p=247#comment-89</guid>
		<description>Grazie a te Stefania di queste osservazioni, che condivido totalmente. Ogni rischio è una sfida, e,  come giustamente scrivi, per rispondere adeguatamente non si può improvvisare. Dentro la Chiesa già da tempo è in corso un  lavoro accurato, e anche appassionato, per poter leggere i segni dei tempi e cogliere le opportunità di comunicazione, annuncio, relazione e prossimità che il continente digitale offre. Partecipare alle occasioni di discussione, alimentare il dibattito e lo scambio di esperienze da parte dei laici è certamente più che qualcosa di opportuno: è un modo responsabile e irrinunciabile di stare dentro questo nostro tempo, di condividerne le bellezze, che a volte hanno del prodigioso, ma anche le fatiche e le difficoltà e i limiti; perchè senza il senso del limite, di ciò che &lt;em&gt;nella&lt;/em&gt; rete non si può realizzare, non si riesce neppure a valorizzarne pienamente le possibilità. Dentro un&#039;esperienza che non può che essere globale e intercorporea per essere pienamente umana, e che può esserlo solo lasciando aperta almeno una finestra attarverso la quale poter essere raggiunti da ciò che ci sovrasta, che non è delimitabile in un &quot;profilo&quot;, che ci sorprende e ci porta fuori dai nostri limiti, che ci libera dalla prigione dell&#039;immanenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a te Stefania di queste osservazioni, che condivido totalmente. Ogni rischio è una sfida, e,  come giustamente scrivi, per rispondere adeguatamente non si può improvvisare. Dentro la Chiesa già da tempo è in corso un  lavoro accurato, e anche appassionato, per poter leggere i segni dei tempi e cogliere le opportunità di comunicazione, annuncio, relazione e prossimità che il continente digitale offre. Partecipare alle occasioni di discussione, alimentare il dibattito e lo scambio di esperienze da parte dei laici è certamente più che qualcosa di opportuno: è un modo responsabile e irrinunciabile di stare dentro questo nostro tempo, di condividerne le bellezze, che a volte hanno del prodigioso, ma anche le fatiche e le difficoltà e i limiti; perchè senza il senso del limite, di ciò che <em>nella</em> rete non si può realizzare, non si riesce neppure a valorizzarne pienamente le possibilità. Dentro un&#8217;esperienza che non può che essere globale e intercorporea per essere pienamente umana, e che può esserlo solo lasciando aperta almeno una finestra attarverso la quale poter essere raggiunti da ciò che ci sovrasta, che non è delimitabile in un &#8220;profilo&#8221;, che ci sorprende e ci porta fuori dai nostri limiti, che ci libera dalla prigione dell&#8217;immanenza.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Rete e comunicazione di stefaniadb</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/05/08/rete-e-comunicazione/comment-page-1/#comment-88</link>
		<dc:creator>stefaniadb</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 21:58:24 +0000</pubDate>
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		<description>A proposito dell&#039; espressione di un bisogno di comunicare, mi ha colpito, nel rapporto, la riflessione sulla &quot;capacità di parlare di sé con fiducia, costruendo, dal basso, uno spazio in cui la dimensione personale viene messa in comune&quot;. 
Mi ha dato la misura dei tempi che cambiano. Un tempo esisteva il diario per sfogarsi. Oggi c&#039;è l&#039;amico che non si vede, ma che ti risponde subito.
Credo che occorra approfondire questo bisogno dei giovani di oggi di &quot;essere con&quot; senza essere giudicati, osservati, ma accettati presentando se stessi senza non doversi confrontare con le aspettative degli altri.
La rete abbassa le difensive che nei rapporti interpersonali a volte prevalgono sulla disponibilità a dialogare. Molte volte anzichè ridurre le distanze, però, la rete funge da barriera fra sè e l&#039;interlocutore, e allora torna ad essere un semplice diario. 
Anche il rapporto sottolinea che tutte quelle che possono essere a ragione considerate premesse di un umanesimo digitale hanno in sè alcuni rischi. Ma ogni rischio è una sfida. Essere presenti, con offerte diverse, spunti riflessivi, in questo ambiente in continua evoluzione, è la sfida di chi fa comunicazione per professione e per missione.  Lei scrive che  quel bisogno può trasformarsi in un&#039;opportunità. Sì, direi -forse più azzardatamente- che quel bisogno deve incontrare un&#039;opportunità. E&#039; questa la sfida che abbiamo davanti a noi, come studiosi, come educatori, come utenti e soprattutto come &quot;testimoni digitali&quot;. Sono ancora perplessa sul &quot;come&quot; creare questa opportunità, sul ruolo non improvvisato che spessa a ciascuno di noi.
Grazie per l&#039;attenzione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito dell&#8217; espressione di un bisogno di comunicare, mi ha colpito, nel rapporto, la riflessione sulla &#8220;capacità di parlare di sé con fiducia, costruendo, dal basso, uno spazio in cui la dimensione personale viene messa in comune&#8221;.<br />
Mi ha dato la misura dei tempi che cambiano. Un tempo esisteva il diario per sfogarsi. Oggi c&#8217;è l&#8217;amico che non si vede, ma che ti risponde subito.<br />
Credo che occorra approfondire questo bisogno dei giovani di oggi di &#8220;essere con&#8221; senza essere giudicati, osservati, ma accettati presentando se stessi senza non doversi confrontare con le aspettative degli altri.<br />
La rete abbassa le difensive che nei rapporti interpersonali a volte prevalgono sulla disponibilità a dialogare. Molte volte anzichè ridurre le distanze, però, la rete funge da barriera fra sè e l&#8217;interlocutore, e allora torna ad essere un semplice diario.<br />
Anche il rapporto sottolinea che tutte quelle che possono essere a ragione considerate premesse di un umanesimo digitale hanno in sè alcuni rischi. Ma ogni rischio è una sfida. Essere presenti, con offerte diverse, spunti riflessivi, in questo ambiente in continua evoluzione, è la sfida di chi fa comunicazione per professione e per missione.  Lei scrive che  quel bisogno può trasformarsi in un&#8217;opportunità. Sì, direi -forse più azzardatamente- che quel bisogno deve incontrare un&#8217;opportunità. E&#8217; questa la sfida che abbiamo davanti a noi, come studiosi, come educatori, come utenti e soprattutto come &#8220;testimoni digitali&#8221;. Sono ancora perplessa sul &#8220;come&#8221; creare questa opportunità, sul ruolo non improvvisato che spessa a ciascuno di noi.<br />
Grazie per l&#8217;attenzione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ancora sull&#8217;abitare di stefaniadb</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/05/04/ancora-sullabitare/comment-page-1/#comment-87</link>
		<dc:creator>stefaniadb</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 20:30:52 +0000</pubDate>
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		<description>...sarà bello poter continuare ad abitare questo nuovo ambiente dialogando e confrontandosi. Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;sarà bello poter continuare ad abitare questo nuovo ambiente dialogando e confrontandosi. Grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ancora sull&#8217;abitare di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/05/04/ancora-sullabitare/comment-page-1/#comment-83</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:31:31 +0000</pubDate>
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		<description>Bello quello che scrivi cara Stefania, e vero: la spavalderia non serve, anzi acceca e anestetizza, perchè riempie di sè. Costruire, proteggere e alimentare il terreno comune, il luogo e il tempo dell&#039;incontro è invece fondamentale. E dall&#039;esperienza di questi mesi ti posso dire che veramente la rete può essere un terreno di incontro e di scambio, di vicinanza non banale, di condivisione di progetti e di speranze, di comunicazione su ciò che ci sta a cuore, di fiducia sul fatto che non si è soli a credere che qualcosa di bello possa esistere, già qui, in mezzo a tutte le cose tristi che ci circondano e alla tanta disumanità di cui ogni giorno siamo spettatori. Grazie quindi, e spero che la nostra comunicazione continui...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bello quello che scrivi cara Stefania, e vero: la spavalderia non serve, anzi acceca e anestetizza, perchè riempie di sè. Costruire, proteggere e alimentare il terreno comune, il luogo e il tempo dell&#8217;incontro è invece fondamentale. E dall&#8217;esperienza di questi mesi ti posso dire che veramente la rete può essere un terreno di incontro e di scambio, di vicinanza non banale, di condivisione di progetti e di speranze, di comunicazione su ciò che ci sta a cuore, di fiducia sul fatto che non si è soli a credere che qualcosa di bello possa esistere, già qui, in mezzo a tutte le cose tristi che ci circondano e alla tanta disumanità di cui ogni giorno siamo spettatori. Grazie quindi, e spero che la nostra comunicazione continui&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ancora sull&#8217;abitare di stefaniadb</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/05/04/ancora-sullabitare/comment-page-1/#comment-82</link>
		<dc:creator>stefaniadb</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 21:49:41 +0000</pubDate>
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		<description>Sentirsi al posto giusto, come e dove Dio vuole, e cominciare con un rinnovato entusiasmo a fiutare intorno a sè, a scoprire quasi con un entusiasmo adolescenziale relazioni nuove, corrispondenze, un codice comune che non isola ma si apre agli altri. Il mio habitus di oggi, cara professoressa, è meno spavaldo di un tempo, più responsabile (e non solo per l&#039;età) e ... a caccia di volti. Sì, come ha detto il Papa. E&#039; importante conoscersi per non cominciare un soliloquio, ma per camminare insieme. In un altro testo di p. Antonio Spadaro  (Web 2.0 Reti di relazioni) che sto leggendo in questi giorni mi è piaciuta la definizione &quot;nel web 2.0 il senso della pubblicazione è la partecipazione. Pubblicare significa partecipare, cioè condividere&quot;. Ed è l&#039;ultimo verbo che mi piace sottolineare &quot;condividere&quot;. Questa deve essere, a mio avviso, la nostra nuova disposizione interiore. Mi sembra che le premesse ci siano. Forse il continente digitale potrebbe insegnarci ad abitare luoghi che non frequentiamo più, a dialogare come non si fa più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sentirsi al posto giusto, come e dove Dio vuole, e cominciare con un rinnovato entusiasmo a fiutare intorno a sè, a scoprire quasi con un entusiasmo adolescenziale relazioni nuove, corrispondenze, un codice comune che non isola ma si apre agli altri. Il mio habitus di oggi, cara professoressa, è meno spavaldo di un tempo, più responsabile (e non solo per l&#8217;età) e &#8230; a caccia di volti. Sì, come ha detto il Papa. E&#8217; importante conoscersi per non cominciare un soliloquio, ma per camminare insieme. In un altro testo di p. Antonio Spadaro  (Web 2.0 Reti di relazioni) che sto leggendo in questi giorni mi è piaciuta la definizione &#8220;nel web 2.0 il senso della pubblicazione è la partecipazione. Pubblicare significa partecipare, cioè condividere&#8221;. Ed è l&#8217;ultimo verbo che mi piace sottolineare &#8220;condividere&#8221;. Questa deve essere, a mio avviso, la nostra nuova disposizione interiore. Mi sembra che le premesse ci siano. Forse il continente digitale potrebbe insegnarci ad abitare luoghi che non frequentiamo più, a dialogare come non si fa più.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il testimone abita&#8230; di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/04/25/il-testimone-abita/comment-page-1/#comment-73</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 06:22:15 +0000</pubDate>
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		<description>Certamente Stefania! ogni relazione significativa, ogni autentica apertura all&#039;altro è uno squarcio nel limite angusto della nostra prospettiva. Uno dei concetti che mi sono rimasti più impressi dai miei studi di filosofia è proprio l&#039;universalismo prospettico di Merleau-Ponty: solo stando in relazione e connettendo le prospettive, necessariamente limitate in quanto singole, si può avere qualche idea dell&#039;universale, della verità. Grazie delle tue parole, e della riflessione, preziosissima, che aggiungi al tema dell&#039;abitare. Spero che si riuscirà a mantenere vivo queto clima che si è creato, grazie all&#039;incontro di tante persone reso possibile dal convegno. Mi sembra che l&#039;espressione che usa Benedetto XVI, &quot;reti di carità&quot; (nel senso di reti di amore-dono) si faccia sempre più concreta!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certamente Stefania! ogni relazione significativa, ogni autentica apertura all&#8217;altro è uno squarcio nel limite angusto della nostra prospettiva. Uno dei concetti che mi sono rimasti più impressi dai miei studi di filosofia è proprio l&#8217;universalismo prospettico di Merleau-Ponty: solo stando in relazione e connettendo le prospettive, necessariamente limitate in quanto singole, si può avere qualche idea dell&#8217;universale, della verità. Grazie delle tue parole, e della riflessione, preziosissima, che aggiungi al tema dell&#8217;abitare. Spero che si riuscirà a mantenere vivo queto clima che si è creato, grazie all&#8217;incontro di tante persone reso possibile dal convegno. Mi sembra che l&#8217;espressione che usa Benedetto XVI, &#8220;reti di carità&#8221; (nel senso di reti di amore-dono) si faccia sempre più concreta!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il testimone abita&#8230; di stefaniadb</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/04/25/il-testimone-abita/comment-page-1/#comment-72</link>
		<dc:creator>stefaniadb</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 20:29:02 +0000</pubDate>
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		<description>Dolce prof.,
sentendola parlare, oltre all&#039;interesse per una materia che dai tempi dell&#039;università mi è stata cara, ho provato la piacevole sensazione del sentirsi a casa, di poter condividere con una persona di grande cultura come lei, la gioia della fede. Certo, i cammini sono diversi, ma quando si è sotto la stessa Luce l&#039;orientamento è unico. Anche io mi sono chiesta &quot;che cosa posso fare?&quot;. Per ora c&#039;è una grande e nuova motivazione (anche nella mia professione di giornalista che volevo accantonare), grazie alla sua riflessione che ho appena letto e soprattutto grazie al discorso di Papa Benedetto. Lei ha scritto che &quot;abitare è molto più che stare&quot; e mi ha suggerito un&#039;altra riflessione: dall&#039;abitare possiamo fare un altro passo; possiamo &quot;rimanere nel Suo amore&quot; e sarà questa la nostra forza per abitare questo mondo e per non estraniarsi da quello reale, da cui - sia i giovani sia molti adulti - tendono a fuggire.
Grazie ancora.  
P.S. Anche dalla prospettiva di una zia si guarda la realtà con occhi diversi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dolce prof.,<br />
sentendola parlare, oltre all&#8217;interesse per una materia che dai tempi dell&#8217;università mi è stata cara, ho provato la piacevole sensazione del sentirsi a casa, di poter condividere con una persona di grande cultura come lei, la gioia della fede. Certo, i cammini sono diversi, ma quando si è sotto la stessa Luce l&#8217;orientamento è unico. Anche io mi sono chiesta &#8220;che cosa posso fare?&#8221;. Per ora c&#8217;è una grande e nuova motivazione (anche nella mia professione di giornalista che volevo accantonare), grazie alla sua riflessione che ho appena letto e soprattutto grazie al discorso di Papa Benedetto. Lei ha scritto che &#8220;abitare è molto più che stare&#8221; e mi ha suggerito un&#8217;altra riflessione: dall&#8217;abitare possiamo fare un altro passo; possiamo &#8220;rimanere nel Suo amore&#8221; e sarà questa la nostra forza per abitare questo mondo e per non estraniarsi da quello reale, da cui &#8211; sia i giovani sia molti adulti &#8211; tendono a fuggire.<br />
Grazie ancora.<br />
P.S. Anche dalla prospettiva di una zia si guarda la realtà con occhi diversi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il testimone abita&#8230; di eratestimone</title>
		<link>http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/04/25/il-testimone-abita/comment-page-1/#comment-71</link>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 08:27:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/?p=231#comment-71</guid>
		<description>Grazie Stefania, di questa solidarietà affettuosa e della tua riflessione. E&#039; proprio così: per testimoniare occorre vedere, e saper trasmettere la gioia per quanto si è conosciuto. Per me, una delle gioie più grandi è saper vedere insieme, e riuscire a condividere ciò che, dalla mia prospettiva parziale e limitata, sono riuscita a cogliere della bellezza della verità. Se questo messaggio è emerso, accanto a quelli più &quot;ufficiali&quot; legati al mio ruolo di studiosa, ne sono felice. E posso anche dire, sapendo che sei d&#039;accordo con me, che se non fossi mamma, anzi, &quot;plurimamma&quot;,  i miei occhi vedrebbero molto meno... Grazie della tua &quot;prossimità digitale&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Stefania, di questa solidarietà affettuosa e della tua riflessione. E&#8217; proprio così: per testimoniare occorre vedere, e saper trasmettere la gioia per quanto si è conosciuto. Per me, una delle gioie più grandi è saper vedere insieme, e riuscire a condividere ciò che, dalla mia prospettiva parziale e limitata, sono riuscita a cogliere della bellezza della verità. Se questo messaggio è emerso, accanto a quelli più &#8220;ufficiali&#8221; legati al mio ruolo di studiosa, ne sono felice. E posso anche dire, sapendo che sei d&#8217;accordo con me, che se non fossi mamma, anzi, &#8220;plurimamma&#8221;,  i miei occhi vedrebbero molto meno&#8230; Grazie della tua &#8220;prossimità digitale&#8221;!</p>
]]></content:encoded>
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