Da oggi è in rete il nuovo sito di Testimoni Digitali, che documenta il percorso culminato nel convegno del 22-24 aprile 2010, ma che apre anche tanti spazi di riflessione, di dialogo e di progettualità sul presente e sul futuro.
Il Santo Padre nell’udienza finale del convegno ha parlato di continuità e discontinuità: in una cultura discontinua, dove persino le biografie rischiano di ridursi ad accumuli più o meno casuali di frammenti disconnessi, la continuità è un grande valore. Una continuità dinamica, che incorporando l’alterità – degli eventi ma soprattutto delle persone – riesce a produrre sintesi originali, a generare novità non effimere e a inaugurare forme inedite di fedeltà creatrice.
H. Arendt sosteneva che agire comporta due movimenti: dare inizio e far durare. Il primo è il più facile e anche il più eccitante: lo “splendore dei ricominciamenti”, come lo definisce Augé, esercita sempre una grande forza di attrazione; ma la sfida impegnativa – e comunque non meno esaltante, è far durare ciò a cui si è dato inizio. Opera tanto più realizzabile quanto meno si è soli a realizzarla, in un contesto in cui tutto evapora rapidamente.
Vedo questa nuova edizione del sito come la testimonianza di un fare che non si accontenta del momento di gloria trascorso, della vetrina ben riuscita, ma che si impegna a dare stabilità e sostanza alle speranze sollevate e agli impegni rischiesti. Riflettere sull’accaduto a distanza di tempo, per distillarne e raccontarne i significati; tenere aperto lo spazio della riflessione su un presente che continuamente ci interpella; rilanciare le domande che hanno animato gli interventi e il dibattito durante il convegno, ma alle quali non si finisce mai di rispondere; usare la rete per mantenere vivo il contatto con chi si vuole avvicinare e per continuare a ridurre le distanze, fuori ma anche dentro la chiesa, sono solo alcuni dei significati che questa nuova testimonianza di impegno suggerisce.
Dentro questa logica parte anche la rilevazione “identità digitali”, che prosegue l’esplorazione del mondo dei “nativi digitali” (18-24 anni) cercando di estendere quantitativamente il campione (puntiamo a raggiungere e se possibile superare i 5000 questionari compilati), raggiungendo i giovani sul loro territorio, la rete appunto. Accanto alle domande relative alla composizione delle cerchie relazionali fuori e dentro la rete, agli stili di utilizzo delle diverse piattaforme a seconda dei bisogni relazionali, ai tempi e ai modi di “abitare” lo spazio digitale, abbiamo inserito anche, tra le altre, alcune domande relative alla dimensione spirituale, per cominciare a sondare quanto l’orizzontalità della rete possa lasciare spazio a, o almeno non escludere, una dimensione verticale. La rilevazione si concluderà a febbraio e a maggio renderemo pubblici i risultati, contando ne frattempo sull’aiuto di tutti per far circolare l’informazione e poter raccogliere così il maggior numero di dati possibii.