Il testimone non è un eroe che trae da sé la propria forza, ma un essere pienamente umano, e dunque anche limitato e fragile, che riceve la forza per testimoniare proprio dall’affidarsi, che è il movimento contrario all’affermare se stessi. Solo in questo movimento può aver luogo la testimonianza, come ci insegnano le scritture.
“Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire” (Lc 12, 11-12).
“Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicchè tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere” (Lc 21, 14-15).
“Non spetta a voi conoscere tempi e momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1, 7-8).
“E pregate anche per me, affinchè quando apro la bocca mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, e affinchè io lo possa annunciare con quel coraggio con il quale devo parlare” (Ef 4, 19-20).
“Ed è lo spirito che dà testimonianza, poiché lo Spirito è la verità
E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita” (1 Gv, 5,6; 5, 10-12).