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	<title>L&#039;era dei Testimoni &#187; incontro</title>
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	<description>Abitare il continente digitale - Chiara Giaccardi</description>
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		<title>Solo l&#8217;incontro cambia la vita</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 19:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[parola]]></category>

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&#8220;Solo l&#8217;incontro cambia la vita, non la legge. In principio è l&#8217;incontro&#8221;.
Lo scrive Ermes Ronchi, commentando l&#8217;episodio del Vangelo di oggi, l&#8217;incontro di Gesù al pozzo con la samaritana.
 (www.qumran2.net/parolenuove/commenti.pax?mostra_id=46).
Nessuna comunicazione può avere luogo senza questa condizione preliminare, di compresenza e accoglienza reciproca.
R. Panikkar, in un bellissimo libro dal titolo Lo spirito della parola, scriveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2011/03/images-71.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-580" title="images-71" src="http://eradeltestimone.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/files/2011/03/images-71.jpg" alt="" width="230" height="219" /></a></p>
<p>&#8220;Solo l&#8217;incontro cambia la vita, non la legge. In principio è l&#8217;incontro&#8221;.</p>
<p>Lo scrive Ermes Ronchi, commentando l&#8217;episodio del Vangelo di oggi, l&#8217;incontro di Gesù al pozzo con la samaritana.</p>
<p><span style="font-family: arial;font-size: x-small"> (</span><a href="http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.pax?mostra_id=46">www.qumran2.net/parolenuove/commenti.pax?mostra_id=46</a>).</p>
<p>Nessuna comunicazione può avere luogo senza questa condizione preliminare, di compresenza e accoglienza reciproca.</p>
<p>R. Panikkar, in un bellissimo libro dal titolo <em>Lo spirito della parola</em>, scriveva che la parola è &#8220;la casa dell&#8217;essere&#8221; (secondo la famosa espressione di Heidegger), o, nella sua lingua, la &#8220;vivienda del ser&#8221;; &#8220;dove <em>vivienda</em> non è solo la casa che ogni parola offre, ma la sua vita stessa&#8221; (p. 115).</p>
<p>Solo lasciandoci incontrare potremo prima di tutto ascoltare, e poi, se ci riusciamo, cercare di testimoniare, la Parola che è vita.</p>
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		<title>Abitare</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 19:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eratestimone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[abitare]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Abitare è un modo di occupare uno spazio che ne assume i vincoli ma non ne resta ingabbiato; è un modo di collocarsi in un ambiente predeterminato, ma essere capaci di personalizzarlo, arricchirlo,  trasformarlo. Soprattutto, abitare è relazionale. E’ condividere uno spazio per poter svolgere delle funzioni, ma anche per il piacere di essere insieme, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abitare è un modo di occupare uno spazio che ne assume i vincoli ma non ne resta ingabbiato; è un modo di collocarsi in un ambiente predeterminato, ma essere capaci di personalizzarlo, arricchirlo,  trasformarlo. Soprattutto, abitare è relazionale. E’ condividere uno spazio per poter svolgere delle funzioni, ma anche per il piacere di essere insieme, di gioire della varietà dell’umano, di celebrare, attraverso la convivialità, quella che De Certeau chiama “la festa dell’incontro con l’altro”.<br />
Abitare vuol dire prendersi cura dello spazio, perché se ci si limita a sfruttarlo, ben presto non avrà più niente da regalarci. Vuol dire sviluppare una consapevolezza ecologica, di insieme, attenta agli equilibri e alle interdipendenze, alle conseguenze, nel tempo, delle diverse scelte; e poi prospettica, non limitata al qui e all’ora del mio esserci. Vuol dire lasciare a chi verrà dopo di noi un luogo migliore di come lo abbiamo trovato.<br />
Pensare al futuro, ma anche ricordare: le nostre memorie sono sempre ancorate a uno spazio, e i luoghi sono teatri di ricordi multisensoriali (i suoni, le voci, gli odori, la luce…). Gaston Bachelard ha catturato in modo suggestivo la poetica dello spazio, sia di quello sconfinato dei grandi orizzonti, sia di quella “immensità intima” che è delimitata dalla casa (G. Bachelard, <em>La poetica dello spazio</em>, Bari, Dedalo, 1999).<br />
Abitare vuole dire anche rendere abitabile ciò che apparentemente non lo è: lo spazio freddo della tecnica, la distanza dall’altro che pare insuperabile. Abitare è allestire uno spazio che può diventare comune, investendolo di significato e di attesa.<br />
Possiamo abitare la rete?</p>
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