Solitamente non uso lo spazio di questo blog per raccontare cosa mi capita nella vita, ma dopo alcuni giorni di silenzio, legati a una serie di trasferte per l’Italia, mi fa piacere condividere un episodio che mi pare illuminante sul rapporto tra relazioni digitali e relazioni in real life, e che tra l’altro è perfettamente in linea con i risultati della ricerca presentata al convegno Testimoni Digitali.
Proprio su questo blog mi era capitato, prima del convegno, di scambiare alcune considerazioni sulle trasformazioni della comunicazione con un insegnante, tra l’altro impegnato, anche al di fuori della sua missione educativa in senso proprio, in una serie di attività legate allo studio dei media nel contesto sociale ed ecclesiale (aiart, corsi anicec tanto per intenderci…). Dopo qualche scambio di idee sul blog, sulla base delle rispettive esperienze, ci è capitato di incontrarci e presentarci di persona (e dico “capitato”, dato che eravamo più di mille persone!) dentro la cappella Sistina, al termine della prima giornata del convegno. Da lì la richiesta, se mi fosse capitato di passare per il centro Italia, di dedicare una serata alla riflessione sui cambiamenti della comunicazione e sulle ricadute relazionali ed educative del nuovo ambiente mediale. La settimana scorsa questa promessa si è potuta realizzare, preceduta da un’allegra e gustosa cena in famiglia con tanto di parroco, viceparroco e parroco “storico”, in un clima veramente accogliente e piacevole. Per di più, all’incontro “pubblico” anche il Vescovo si è unito a noi, restando per tutta la serata, durante la quale c’è stato un bello scambio di storie, esperienze, proccupazioni e speranze…
Questo per dire che, al di là degli inevitabili rischi che l’ambiente digitale presenta (come ogni ambiente sociale in generale peraltro…), le opportunità di estendere i territori delle nostre relazioni, alimentando un circuito virtuoso tra contatti online e comunicazione offline, tra scambio di esperienze in rete e incontri nei contesti concreti delle nostre esistenze, tra riduzione della distanza e costruzione di prossimità sono veramente ricche, e sta solo a noi saperle valorizzare.